Riccardo Paterni

INNOVARE ‘riconvertendo l’ingegno’

Mi piace leggere o vedere interviste all’imprenditore Brunello Cucinelli perché trasmette sempre un senso di positiva concretezza.

Brunello Cucinelli

Brunello Cucinelli

La concretezza viene spontanea dalle sue umili origini di agricoltore e artigiano; la positività viene dall’abbracciare tutto il globo come opportunità di crescita e miglioramento non solo economico ma soprattutto sociale. Ogni volta che lui é coinvolto in ragionamenti riguardanti la crisi lui mostra sempre una prospettiva diversa e illuminante (per chi vuole uscire da un vittimismo cronico) sulla situazione.

Oggi (14 luglio) La Stampa ha pubblicato una sua intervista in cui alcuni di questi concetti emergono con forza: “… un’azienda supera la crisi se ha la capacità di reinventarsi con prodotti che abbiano un contenuto di artigianalità e qualità sempre più alto. Cha abbiano creatività, che sappiano trasmettere il life-style italiano. Così si difende il lavoro, per aziende con queste caratteristiche vedo un futuro radioso.” Un suo punto di vista é ancora più marcato “… se capiamo che la burocrazia siamo noi, che dobbiamo smetterla di addebitare sempre colpe agli altri e collaborare con le istituzioni. Dobbiamo fare un salto culturale, ce lo impone una crisi che non é solo economica, ma di civiltà.”

A sua parere é dunque un senso di contesto culturale e di mentalità, sociale ancor prima che imprenditoriale, che limita a dare il meglio delle nostre potenzialità. Potenzialità che sono legate a tradizioni di eccellenza e qualità che fanno parte del nostro DNA imprenditoriale. Ad esempio, “ l’ingegno “ ha sempre fatto parte di questo DNA in senso imprenditoriale: la capacità di fare di più con le limitate risorse a disposizione. Cucinelli ha uno slogan in merito “Serve una riconversione dell’ingegno” ‘.

Aggiungo io: una riconversione volta a valorizzare quanto di bello, costruttivo, positivo, e con sostanzioso contenuti di know-how (sviluppati nel tempo) abbiamo; rapportando il tutto con efficacia alla realtà attuale e futura. Una realtà che possiamo criticare, possiamo considerarla la maggiore fonte delle nostre frustrazioni, ma questo certamente non serve a migliorare la situazione che percepiamo.

‘Riconvertire l’ingegno’ vuol dire innovare con successo partendo dalla consapevolezza di quanto già abbiamo e sapendolo utilizzare, riorganizzare, percepire e offrire da nuovi punti di vista; punti di vista che ne valorizzino e ne sviluppino i contenuti nei confronti del mercato.

Il libro “Innovazione a tutto gas! Da cento anni di Motorsport il carburante all’innovazione in azienda”, con le sue distinzioni e integrazioni fra ‘innovazione sul campo‘ e ‘innovazione a tavolino’, offre spunti pratici per ‘riconvertire l’ingegno‘ rispetto alle opportunità del presente e del futuro.

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Il piu’ grande pilota che non avete mai visto

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Recensione del 25/1/2009

Ho notato di recente questo libro (pubblicato in Inghilterra pochi mesi fa) allo Shopping F1 durante uno dei miei frequenti ‘pellegrinaggi’ a Maranello. L’intensita’ della foto di copertina e il titolo (un gioco di parole attorno al cognome di Tommy Byrne che in italiano suonerebbe piu’ o meno cosi’ “Incidentato e Byrnezzato. Il piu’ grande pilota che non avete mai visto”) mi hanno fatto pensare che questo sarebbe stata una lettura veramente interessante ricca di curve, accelerazioni e frenate ma soprattutto di una forte schietta carica umana. Non mi sono sbagliato. (altro…)

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Sviluppo del potenziale umano

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La forza della diversità culturale per conoscersi veramente ed esprimere il meglio di noi stessi.

Lucca è una piccola città ricca di storia racchiusa come una ‘bomboniera’ fra le mura medievali che la caratterizzano. Una ‘bomboniera’ meta ormai ambita da turisti di tutto il mondo che la visitano incantati per pochi giorni, a volte poche ore. La città dove sono nato, le cui imponenti mura finiscono spesso per influenzare anche il modo di pensare di noi lucchesi: tipicamente amiamo abitudini e certezze legate ad un pragmatico ed efficace gioco difensivo di fronte alle complessità della vita; del resto la storia stessa della città è testimonianza di tutto questo. (altro…)

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Per uscire dalla crisi

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Un punto di vista per uscire dalla crisi: fare tesoro delle nostre tradizioni a patto che…

Mettersi in gioco è il titolo dell’ultimo libro di Carlo de Benedetti giunto a fine ottobre 2012 in libreria. De Benedetti approfondisce una visione basata su quella che definisce ‘una missione nuova’ capace di mettere alle spalle il passato e proiettarsi nel futuro facendo concretamente leva sul presente.

Scrive di un nuovo modello produttivo sostenuto concretamente da una politica industriale italiana ed europea. Il fulcro di questo modello è l’innovazione: innovare nell’organizzare le aziende, nelle tecnologie, nei prodotti e servizi; il tutto alimentato da una cultura aziendale che veda nell’innovazione un punto di riferimento imprescindibile. Fa diversi riferimenti storici e contestuali agli aspetti culturali, a come la cultura (pensieri, azioni stimolate dal contesto in cui si vive e si lavora) abbia un impatto molto forte sulla progettualità e sull’innovazione stessa. (altro…)

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Produttività. Quale è il segreto? Una riflessione sul tema traendo spunto dai segnali di affaticamento del “modello Toyota”

Watanabe

Ha iniziato la sua carriera più di quaranta anni fa, subito dopo la laurea da una prestigiosa università di Tokyo. Il suo primo compito è stato quello di gestire la mensa aziendale e il suo primo obiettivo quello di ridurre lo spreco di riso avanzato dalle porzioni servite. La soluzione? Invece di servire la stessa quantità di riso per tutti, fare si che fossero le persone a servirsi la quantità di riso desiderata. Primo obiettivo raggiunto: nel giro di pochi giorni non ci furono più sprechi di riso avanzato. Da li una progressiva graduale carriera all’interno dell’azienda in costante crescita che ha visto Katsuaki Watanabe (nella foto), 64 anni, divenire nel 2006 l’amministratore delegato della Toyota a livello globale. Il Wall Street Journal del 9 dicembre 2005 (edizione americana) ha messo in risalto un suo profilo sotto il titolo “Paranoid Tendency” – tendenza alla paranoia – legata al fatto di spingere sempre di più a migliorare l’efficienza produttiva della casa automobilistica che è ormai prossima a divenire il più grande costruttore di automobili a livello globale. (altro…)

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